Ignoranza dei colti?

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Ogni tanto si viene a sapere che un insegnante di discipline fisiche orientali è stato ingaggiato da un ente famoso e/o prestigioso: la televisione, un’amministrazione comunale, un’università ecc. Come mai capita non di rado che questi insegnanti siano considerati inesperti dai più preparati esperti della materia?

Forse perché chi li sceglie non ha competenze in merito, non vi sa distinguere il diffusissimo “predicare bene e razzolare (praticare) male”, e spesso s’affida ad annunci pubblcitari (di cui i suddetti inesperti sono prodighi) o a conoscenti.

Per esempio il produttore o il regista televisivo ricorda che il cugino di un suo cameraman faceva yoga e gli chiede informazioni. Quest’ultimo, che sa poco o niente di tali discipline, dice che sì, l’insegnante di suo cugino era bravissimo.

Talvolta le raccomandazioni che danno luogo all’ingaggio sono più intime o ponderose.

Tuttavia succede pure che uno di questi istruttori venga ingaggiato per insegnare tai ji quan 太极拳 in un corso di laurea in Fisioterapia, un altro in uno di Scienze motorie. E qui la faccenda si complica.

Possibile che un docente universitario di anatomia o biomeccanica non s’accorga della bassa capacità dell’insegnante? Ipotesi: se ne accorge, ma pensa che allora il tai ji quan è proprio così, scarso dal punto di vista dell’organizzazione e dell’educazione motorie?

In Internet si dichiara che quest’uomo è laureato sia in Fisioterapia, sia in Scienze motorie e sportive. C’è qualcosa di giusto nella sua postura qui illustrata? Per esempio nella distribuzione del peso sui piedi, nel loro orientamento e in quello delle ginocchia, nella posizione del braccio dietro, nella forma della mano davanti?

Un sito internet dichiara che quest’uomo ha collaborato con una facoltà di Scienze motorie ed è stato correlatore di due tesi di laurea: una su tai ji quan e malattia di Parkinson, l’altra su tai ji quan e disturbi tonico-posturali

Questa postura è eseguita bene, da un praticante abile?

 

Preparatore preparato?

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C’è qualcosa di sbagliato in questa foto?

Partiamo dalle scritte: se chin-na dovrebbe trascrivere i caratteri cinesi 擒拿, non è la traslitterazione giusta. La parola qin na 擒拿 (o ch’in na nella traslitterazione Wade-Giles) significa “afferrare e tenere”, e indica le tecniche di presa, controllo, leve articolari e simili delle arti marziali cinesi. Quindi scrivere “Combat chin-na”, a parte l’esotismo di usare un parola inglese con una cinese su un manifesto italiano, risulta una ridondanza pleonastica: non esistono le Embroidery (“ricamo”) qin na.

“Cintura nera 4° dan”: a parte la “C” maiuscola dopo la virgola, dan è una parola giapponese che significa “livello” e come tale viene usata nelle arti marziali giapponesi. Allora cosa ci fa riferita al “Kung Fu”, che è cinese? Inoltre, nella foto quest’ultima parola è scritta “Kung fu” a destra al centro e “Kung-fu” in basso a sinistra.

Ora l’uomo con la maglietta rossa: la mano sinistra in quel momento è al giusto grado di rotazione? Le sue dita hanno la posizione e la tensione giuste? Il braccio destro non è troppo steso? Il gomito è all’angolo giusto? Il suo contatto e quello della spalla con il corpo dell’avversario sono giusti? Le due spalle non sono erroneamente alzate? Il braccio dietro non è troppo inerte e in una posizione non efficace? Esso contribuisce a manipolare il corpo dell’avversario, a proteggere il proprio corpo o all’efficacia dell’azione del braccio davanti e di tutto il resto del corpo? Le anche vengono sfruttate nel modo giusto? La gamba davanti è nella posizione ideale per agire sull’avversario? Il ginocchio e il piede dietro sono posizionati in modo efficace all’azione? Insomma, ogni parte del corpo è coordinata e posizionata con una sinergia funzionale all’azione?

Se le risposte andassero a sfavore dell’uomo con la maglietta rossa, non sembrerebbe strana l’asserzione “preparatore di atleti professionisti” espressa nella foto? Comunque non è specificato atleti di quale sport; magari sono ciclisti.

La stessa persona della foto iniziale (ci siamo permessi di oscurare il viso della bambina per una scelta etica)

 

Tecnica dell’aikido 合氣道 giapponese: kokyuho 呼吸法

Morote dori kokyu ho 諸手取り呼吸法 (omote )

Morote dori kokyu ho 諸手取り呼吸法 (ura )

Nel tai ji quan 太极拳 cinese: Ye ma fen zong 野馬分鬃

 

Panacea cinese?

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A sentire i protagonisti di questo filmato, nel tai ji quan 太极拳 (benché l’insegnante e la sua intervistatrice siano entrambi di origine cinese, è sbagliata la traslitterazione “tai chi” che appare nel video) è tutto bello, tutto bene: siamo tutti più felici, meno stressati, i problemi sembrano scomparsi e via con altre beatitudini del genere.

Questi discorsi sono ricorrenti in simili circoli. Ma qui ci potrebbe essere qualcosa di più allertante. Al minuto 4.28 del video, il signore cinese intervistato afferma: “Con il tai chi [sic] è tutto naturale: non c’è bisogno di prodotti medicinali. Con dei movimenti fisici si riescono a scacciare le malattie”. Di chi fa asserzioni del genere, se ne occupa Striscia la notizia?