Il carrozzone italo-“cinese”

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Il bergamasco di cui nel post precedente è riuscito a coinvolgere in sue iniziative esponenti della vita politica, culturale, sanitaria ecc. milanese. Causa la partecipazione di questi personaggi, l’uomo comune può aggiungere credibilità a tali eventi.

Si può tuttavia chiedersi cosa ne sanno questi personaggi del contenuto di tali eventi: sono esperti di buddismo, arti marziali, ginnastiche energetiche e altri esotismi veri, o sono piuttosto comuni proponenti dell’orientalismo? Inoltre, per quale scopo partecipano?

Uno psichiatra rampante che ha partecipato a un evento qui citato

Marco Columbro (secondo da destra), già presentatore televisivo e attore, nell’ambiente orientalista conosciuto anche per la sua promozione di un lama tibetano residente in Italia. Notare come i due italiani vestiti da monaci siano in posa con la mano alzata, mentre i cinesi no

Marco Columbro col suo amico lama

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Brodo “indo-cinese”?

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Probabilmente questo bergamasco è un caso più unico che raro: contemporaneamente “monaco Shaolin” e Hare Krishna (come dimostra il codino sulla calotta cranica altrimenti rasata).

Ciò nonostante, ha trovato la strada di un successo nel suo campo che gli permette di campare, grazie all’associazione con iniziative turistiche promosse dal governo cinese.

Il protagonista quando ancora non si vestiva da “monaco Shaolin”, ma era già Hare Krishna

 

L’assassino Shaolin

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Juan Carlos Aguilar Gómez, oggi quarantottenne, aveva un palestra di arti marziali nel centro di Bilbao. Una domenica del giugno 2013 la polizia vi fece irruzione allertata dalle grida di Mauren Ada Ortuya, prostituta nigeriana di ventinove anni. La trovò in coma per le torture: legata, sanguinante e pesta, tanto da morire qualche giorno dopo. Di fianco a lei, l’omicida, che non oppose resistenza all’arresto.

Gli agenti scoprirono nel locale altri resti umani: la testa di una donna bianca dai capelli neri e borse piene di ossa varie, resti di piedi e mani.

Lo stesso Aguilar confessò che il 25 maggio 2013 uccise Jenny Sofía Rebollo Tuirán, una colombiana di quarant’anni che aveva attratto con una proposta di lavoro come massaggiatrice nella sua palestra.

Jenny Sofía Rebollo

Famoso negli ambienti spagnoli delle arti marziali e un po’ anche di altri Paesi europei per le sue apparizioni nei media, Aguilar si dichiarava “monaco Shaolin”, come tale s’abbigliava, ed effettivamente era stato a studiare nel famoso tempio cinese.

Aguilar coi monaci a Shaolin nel 1994

Gli piaceva perfino farsi chiamare col nome cinese Huang invece dello spagnolo Juan, e si dichiarava abate del Monasterio Budista Océano de la Tranquilidad da lui fondato.

Secondo i giornali spagnoli, Aguilar aveva formato una specie di setta, i cui adepti credevano nei suoi poteri mistici da lui dichiarati.

Il sussidiario interpellò, bontà sua, lo psichiatra mediatico Alessandro Meluzzi, il quale «ci ha spiegato in che modo la scelta di Aguilar di seguire in modo totalizzante e onnipervasivo alcune discipline orientali pseudoreligiose abbia contribuito a trasferire una patologia già presente nella sua psiche nell’ambito sacrale, spingendolo a compiere una serie di omicidi rituali con funzione espiatoria.

L’assassino era un fervente sostenitore di filosofie pseudoreligiose orientali che seguiva in modo quasi maniacale. Questo suo attaccamento al “sacro” è sintomo di qualche problema?
Spesso le forme di pseudoreligiosità, le superstizioni e l’attaccamento delle persone nei confronti di pratiche magiche sono la modalità con quale si combatte una sorta di atavica paura. Chiudersi nel recinto del sacro serve agli adepti a preteggersi da una divinità feroce che devono in qualche modo imbonirsi per non essere da essa puniti: è così che si mettono in atto una serie di rituali propiziatori e scaramantici.

Quindi l’eccesso di “religiosità superstiziosa” di Aguilar lo ha distrutto?
Esatto: nel suo caso lo spazio dedicato al sacro è sconfinato nel patologico con una sublimazione della sua nevrosi. Una sacralità morbosa la sua, non incanalabile in un religione particolare: l’assassino non era prettamente buddista, perché lo shaolin – disciplina marziale di origine cinese – è ben lontano dal buddismo, che pratica la non violenza e la liberazione dell’io che certamente non è perseguita tramite l’omicidio.

E il fatto che abbia deciso di uccidere la prostituta proprio nella sua palestra-tempio, con una sorta di rituale di cosa è indice?

Credo che l’uomo soffrisse di una nevrosi di base di tipo ginecofobico che nel coso del tempo è strabordata nell’ambito del sacro, portandolo a compiere un rito catartito usando come vittima sacrificale proprio una femmina, da lui stesso portata all’interno del “tempio”, del “recinto sacrale”.

Soffriva quindi di una qualche patologia che gli faceva “odiare le donne”?
Sì, e che lo ha spinto a uccidere in modo rituale e seriale – sembrerebbe – alcune prostitute per poter arginare i fantasmi che aveva dentro, come fece a suo tempo il celebre Jack Lo Squartatore. Non posso dire con certezza che problemi abbia il maestro di arti marziali per essere spinto ad agire così, forse subì dei traumi infantili o ebbe un rapporto anomalo con la madre che gli ha impedito un adeguato sviluppo della sfera erotica e sessuale.

(Maddalena Boschetto)» (tratto dal sito http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2013/6/5/SHAOLIN-KILLER-Lo-psichiatra-ecco-cosa-c-e-dietro-al-maestro-che-uccide-le-prostitute/400283/).

Dopo l’arresto, tutti a dire che Juan Carlos Aguilar era un falso maestro. Ma prima?

 

In questo video di Telemadrid del 1994 compaiono dei figuranti cinesi collegati al Monastero Shaolin, dopodiché viene intervistato Juan Carlos Aguilar e si dicono le solite stupidaggini esoteriche o pseudo-psico-fisiche per spiegare quelli che invece sono solo esercizi circensi o trucchi da prestidigitazione.

 

Video sempre di Telemadrid, ma del 2013, che riprende il filmato precedente e mostra Aguilar al Monastero Shaolin

 

Bordello orientale?

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I Gogol Bordello sono un gruppo musicale americano. Il suo leader Eugene Hütz, ucraino, s’è pronunciato su temi asiatici in varie interviste:

“I grew up shoulder to shoulder with some martial arts kids in Ukraine who also loved a rock ’n’ roll and punk atmosphere, just as much as I loved to watch them train intensely and talk about Taoism, Tibet, Shaolin… even though my actual training was minimal, an interest and connection to martial arts and Taoist poetry stuck with me. Years later, when touring with Gogol Bordello, I started meeting serious people from the world of martial arts who were dedicated fans of the band! So the thing went full circle. I got back on track with that, in particular with chi kung. Also, various meditation techniques brought a whole new dimension to life. A lot of that practice helped me also to recognize new values of playing music itself, and seeing it as a form of moving meditation too, kind of like my own musical kung fu.” (intervista di Rachel Comey, 13-8-2013, http://thelabmagazine.com/2013/08/13/eugene-hutz/)

“There is amazing dialogue going on between West, analytical minds and technology, and East, people like Dalai Lama, who are writing books and making studies with leading biochemists and quantum physicists,” Hütz explains. “That dialogue is fascinating. It’s historical dialogue, never has East and West come together in such a positive spirit. I’ve been studying this dialogue for years and a lot of my songs kind of came out of there. People that know a bit about Eastern philosophy or martial arts, they can understand the power of my lyrics.” (intervista di Philip Cosores, 21-6-2013, http://www.pastemagazine.com/articles/2013/06/gogol-bordello.html)

“‘I don’t really differentiate between being on the road and being at home,’ he says. ‘All the same activities are present in my “regular” life, if you can call it regular. There’s a term in kung fu called “moving meditation”, which I think is a pretty important skill if you’re regularly on the road. I look at touring as a form of combat – sure, it’s artistic, there’s partying and nightlife, but you gain condition, then you go into battle, and you spend it.’” (Gogol Bordello’s Eugene Hütz: I’m actually quite introverted, 5-12-2013, http://metro.co.uk/2013/12/05/gogol-bordellos-eugene-hutz-im-actually-quite-introverted-4213759/)

“That’s why people have a feeling of freedom with music, because the divisions temporarily go away and they say ‘wow that felt so fucking great’. Yeah, reach out and get it! Make it part of your day, start the morning with that connection with art. It can be martial arts, it can be science; it doesn’t matter.” (Judy Cantor-Navas, Eugene Hütz Q&A: Gogol Bordello’s New Album ‘Just Feels F—ing Big, 11-6-2013, http://www.billboard.com/articles/news/1566448/eugene-hutz-qa-gogol-bordellos-new-album-just-feels-f-ing-big)

“Method, however, implies a lot of homework. You have to be a ninja at what you do, create your own karate; a method that allows you to be spontaneous and free.” (Tanya Siyanko, Kyiv Hit by Gogol Bordello, http://www.whatson-kiev.com/?go=News&in=view&id=7755)

“[…] also, martial arts again find its way into my life, and along with eastern philosophy they are huge sources for me…. I find a lot for myself there.” (intervista di Francie Johnson, 23 giugno 2013, http://www.americansongwriter.com/2013/06/eugene-hutz/)

“I’m a huge fan of eastern philosophy and martial arts. A lot of martial-arts principles have been a huge part of my stage performance for years.”

Eugene Hütz durante un concerto dei Gogol Bordello a Madrid nel 2012. Sulla chitarra c’è il carattere cinese he 和: “armonia”, “insieme”. Ciò nonostante, Eugene non ha esattamente l’aria di un uomo cui una madre affiderebbe il suo bambino per una corso di judo

 

I Gogol Bordello hanno messo le arti marziali anche in una canzone, Lost Innocent World:

“Then I asked every geisha from their willow town

But nobody wanted to see death of a clown

We danced Shanghai tango

Like not tomorrow jive

When kung fu master found me, he asked me:

‘Are you still alive?’”.

 

Resuscitar pupazzi?

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Dagli anni ’90 del ‘900, il governo cinese s’è reso sempre più conto che gli ideali e la morale laica del comunismo, da soli non riescono più a tener bene in riga i compaesani.

C’è inoltre il guadagno economico dell’affluenza turistica, soprattutto interna, verso gli ex luoghi sacri.

Da cui il revival di culti locali, prima in ordine cronologico il buddismo, poi il taoismo.

Gli enti deputati a questa nuova diffusione sono scelti e strettamente controllati dal governo.

Tra i luoghi più centrali per la ripresa della pseudo-spiritualità da turisti ci sono i buddisti Wutaishan 五台山 e Huashan 华山, e il taoista Bai Yun Guan 白云观 di Pechino.

Lucchetti lasciati da turisti sullo Huashan: Moccia in stile cinese

Bancarelle di oggetti buddisti a poco prezzo in un piazzale degli autobus a Wutaishan (vicino al monastero Shuxiang 殊像)

Visitatori al Bai Yun Guan in un giorno di festa

Ma più noti in Occidente, grazie alla loro mitica connessione con le arti marziali, sono Shaolin 少林 per il buddismo e, in seguito, Wudangshan 武当山 per il taoismo.

Biglietti per entrare a Shaolin

 

Turismo cinese in versione Wudang

 

Ora, ci si può chiedere quale tipo di spiritualità (studio, pratica e organizzazioni) consente un governo come quello cinese. In che modo conciliare con la religione un misto di marxismo e capitalismo dell’“economia di mercato socialista”? Da un punto di vista gestionale, sarebbe utile che un severo controllo socio-politico desse libera circolazione a credenze religiose che in gran parte sono libertarie?

 

Panacea cinese?

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A sentire i protagonisti di questo filmato, nel tai ji quan 太极拳 (benché l’insegnante e la sua intervistatrice siano entrambi di origine cinese, è sbagliata la traslitterazione “tai chi” che appare nel video) è tutto bello, tutto bene: siamo tutti più felici, meno stressati, i problemi sembrano scomparsi e via con altre beatitudini del genere.

Questi discorsi sono ricorrenti in simili circoli. Ma qui ci potrebbe essere qualcosa di più allertante. Al minuto 4.28 del video, il signore cinese intervistato afferma: “Con il tai chi [sic] è tutto naturale: non c’è bisogno di prodotti medicinali. Con dei movimenti fisici si riescono a scacciare le malattie”. Di chi fa asserzioni del genere, se ne occupa Striscia la notizia?