L’assassino Shaolin

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Juan Carlos Aguilar Gómez, oggi quarantottenne, aveva un palestra di arti marziali nel centro di Bilbao. Una domenica del giugno 2013 la polizia vi fece irruzione allertata dalle grida di Mauren Ada Ortuya, prostituta nigeriana di ventinove anni. La trovò in coma per le torture: legata, sanguinante e pesta, tanto da morire qualche giorno dopo. Di fianco a lei, l’omicida, che non oppose resistenza all’arresto.

Gli agenti scoprirono nel locale altri resti umani: la testa di una donna bianca dai capelli neri e borse piene di ossa varie, resti di piedi e mani.

Lo stesso Aguilar confessò che il 25 maggio 2013 uccise Jenny Sofía Rebollo Tuirán, una colombiana di quarant’anni che aveva attratto con una proposta di lavoro come massaggiatrice nella sua palestra.

Jenny Sofía Rebollo

Famoso negli ambienti spagnoli delle arti marziali e un po’ anche di altri Paesi europei per le sue apparizioni nei media, Aguilar si dichiarava “monaco Shaolin”, come tale s’abbigliava, ed effettivamente era stato a studiare nel famoso tempio cinese.

Aguilar coi monaci a Shaolin nel 1994

Gli piaceva perfino farsi chiamare col nome cinese Huang invece dello spagnolo Juan, e si dichiarava abate del Monasterio Budista Océano de la Tranquilidad da lui fondato.

Secondo i giornali spagnoli, Aguilar aveva formato una specie di setta, i cui adepti credevano nei suoi poteri mistici da lui dichiarati.

Il sussidiario interpellò, bontà sua, lo psichiatra mediatico Alessandro Meluzzi, il quale «ci ha spiegato in che modo la scelta di Aguilar di seguire in modo totalizzante e onnipervasivo alcune discipline orientali pseudoreligiose abbia contribuito a trasferire una patologia già presente nella sua psiche nell’ambito sacrale, spingendolo a compiere una serie di omicidi rituali con funzione espiatoria.

L’assassino era un fervente sostenitore di filosofie pseudoreligiose orientali che seguiva in modo quasi maniacale. Questo suo attaccamento al “sacro” è sintomo di qualche problema?
Spesso le forme di pseudoreligiosità, le superstizioni e l’attaccamento delle persone nei confronti di pratiche magiche sono la modalità con quale si combatte una sorta di atavica paura. Chiudersi nel recinto del sacro serve agli adepti a preteggersi da una divinità feroce che devono in qualche modo imbonirsi per non essere da essa puniti: è così che si mettono in atto una serie di rituali propiziatori e scaramantici.

Quindi l’eccesso di “religiosità superstiziosa” di Aguilar lo ha distrutto?
Esatto: nel suo caso lo spazio dedicato al sacro è sconfinato nel patologico con una sublimazione della sua nevrosi. Una sacralità morbosa la sua, non incanalabile in un religione particolare: l’assassino non era prettamente buddista, perché lo shaolin – disciplina marziale di origine cinese – è ben lontano dal buddismo, che pratica la non violenza e la liberazione dell’io che certamente non è perseguita tramite l’omicidio.

E il fatto che abbia deciso di uccidere la prostituta proprio nella sua palestra-tempio, con una sorta di rituale di cosa è indice?

Credo che l’uomo soffrisse di una nevrosi di base di tipo ginecofobico che nel coso del tempo è strabordata nell’ambito del sacro, portandolo a compiere un rito catartito usando come vittima sacrificale proprio una femmina, da lui stesso portata all’interno del “tempio”, del “recinto sacrale”.

Soffriva quindi di una qualche patologia che gli faceva “odiare le donne”?
Sì, e che lo ha spinto a uccidere in modo rituale e seriale – sembrerebbe – alcune prostitute per poter arginare i fantasmi che aveva dentro, come fece a suo tempo il celebre Jack Lo Squartatore. Non posso dire con certezza che problemi abbia il maestro di arti marziali per essere spinto ad agire così, forse subì dei traumi infantili o ebbe un rapporto anomalo con la madre che gli ha impedito un adeguato sviluppo della sfera erotica e sessuale.

(Maddalena Boschetto)» (tratto dal sito http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2013/6/5/SHAOLIN-KILLER-Lo-psichiatra-ecco-cosa-c-e-dietro-al-maestro-che-uccide-le-prostitute/400283/).

Dopo l’arresto, tutti a dire che Juan Carlos Aguilar era un falso maestro. Ma prima?

 

In questo video di Telemadrid del 1994 compaiono dei figuranti cinesi collegati al Monastero Shaolin, dopodiché viene intervistato Juan Carlos Aguilar e si dicono le solite stupidaggini esoteriche o pseudo-psico-fisiche per spiegare quelli che invece sono solo esercizi circensi o trucchi da prestidigitazione.

 

Video sempre di Telemadrid, ma del 2013, che riprende il filmato precedente e mostra Aguilar al Monastero Shaolin

 

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Il “neo-taoismo” rende?

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Da un sito in lingua inglese (http://longmenpai.eu/forums/topic/european-seminar-2014-held-in-romania/) traduciamo il seguente annuncio:

Seminario di alchimia interna – Longmenpai Romania 2014
Annunciamo qui il seminario del 2014 di pratica di Alchimia Interna Longmenpai che si terrà in Romania fra il 29 agosto e il 12 settembre 2014. Il seminario è indirizzato a tutti gli allievi europei del Maestro Wang Liping. Ci saranno due gruppi prestabiliti superimposed:

  1. Gruppo 1 – 29 agosto-7settembre 2014 – per un totale di 10 giorni, raccomandato ai principianti

  2. Grppo 2 – 29 agosto-12 settembre 2014 – per un totale di 15 giorni, per allievi avanzati

Il seminario sarà condotto dal Maestro Wang Liping, l’attuale trasmettitore della scuola taoista Longmenpai (Porta del Drago), parte della scuola di taoismo della Realtà Completa.

[…]

Tutti i costi saranno annotati in un sistema a “libro aperto”, ogni allievo può avere accesso in qualunque momento a tutti i dettagli finanziari del seminario.
La tariffa di base per l’insegnamento è di 200 al giorno. Quindi i prezzi per l’insegnamento saranno:

  • 2.000 euro per il primo gruppo di 10 giorni. Ci sarà un pagamento anticipato di euro 500 al momento della registrazione in questo gruppo.

  • 3.000 euro per il secondo gruppo di 15 giorni. Ci sarà un pagamento anticipato di 750 euro al momento della registrazione in questo gruppo.

Importante: se un allievo registrato vuole ritirare la registrazione, il pagamento anticipato non può essere rimborsato. L’unica possibilità per recuperare il pagamento anticipato è trovare un allievo sostitutivo.
La tariffa per l’insegnamento comprende la traduzione in inglese.
Oltre alla tariffa per l’insegnamento ci saranno altre spese come segue:
1. Spese comuni. Dobbiamo coprire tutte le spese del maestro e di suo nipote: biglietti aerei, alloggio, traduzione in lingua inglese e una somma per una breve vacanza dopo il seminario. Questi soldi saranno divisi equamente fra gli allievi qualunque sia il loro gruppo. NOTA: se il maestro concederà uno sconto nella forma di un posto gratuito al seminario, prima la tariffa sarà detratta dalle spese comuni, poi il resto sarà diviso fra gli allievi.
2. Spese personali. Viaggio e alloggio di ogni allievo saranno responsabilità individuale. Negozieremo sempre le tariffe di gruppo migliori e annunceremo questi costi per tempo
3. Spese per la pratica. È possibile che ciascun allievo necessiti di uno specchio personale. Se le stanze non contengono uno specchio adatto, potremmo aver bisogno di ordinare specchi dalla città, ogni allievo è responsabile del pagamento del proprio specchio.”

Da una pagina correlata (http://longmenpai.eu/registration-options-for-longmenpai-2014-seminar-in-romania/) traiamo i costi specifici da dividere fra i partecipanti al seminario di dieci giorni:

Volo della delegazione: non ancora stabilito

Alloggio delegazione: 932 (se ci sono 34 allievi iscritti)

Vitto delegazione: 636

Per un totale di: 1568

Il singolo allievo dovrà pagare per il proprio vitto e alloggio:

Stanza singola: 30 (x10 = 300)

Stanza doppia: 17 (x10 = 170)

Pranzo e cena: 16 (x7 [3 giorni sono di digiuno] = 112)

C’è la possibilità che non abbiamo capito bene. Ma se invece i conti che gli facciamo in tasca sono giusti, danno i risultati seguenti.

Ogni allievo pagherà per se stesso la spesa finale di:

2.000 per il seminario

300 o 170 per l’alloggio

112 per il vitto

Per un totale di € 2.412 o 2.282

Più la condivisione delle spese della “delegazione” cinese, che, nel caso in cui gli allievi siano trentaquattro, ammontano per ciascuno di loro a € 46.

Più i costi, fin’ora non dichiarati, dei biglietti aerei per la delegazione cinese e di “una somma per una breve vacanza dopo il seminario” della stessa.

Se gli fosse necessario uno specchio, l’allievo dovrà pagare per esso altri € 25.

Infine, sullo stesso sito, tale Richard dice di avere già acquistato un impianto di registrazione per un costo di € 1.000, e per questa spesa dice che gli allievi possono fare una donazione spontanea e opzionale di € 50.

Vediamo ora qual è, a oggi, l’incasso finale del seminario di dieci giorni: il 3 giugno 2014, lo stesso Richard dichiara: “In questo momento ci sono 35 allievi iscritti (2-3 devono ancora pagare la tariffa dell’iscrizione)”. 2.000 x 35 = 70.000 euro.

A cui va tolto il costo della traduzione in inglese (ammesso che ci sia, perché spesso in questi eventi s’incarica gratuitamente della traduzione un membro dell’associazione).

Sembrerebbe più appropriato il titolo “un attuale trasmettitore”, rispetto a “l’attuale trasmettitore della scuola taoista Longmenpai”, poiché in Cina ve ne sono altri, più o meno accreditati.

Magari da questi si possono trarre insegnamenti a un costo minore.

Wang Li Ping 王力平 tiene un discorso

 

 

 

Panacea cinese?

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A sentire i protagonisti di questo filmato, nel tai ji quan 太极拳 (benché l’insegnante e la sua intervistatrice siano entrambi di origine cinese, è sbagliata la traslitterazione “tai chi” che appare nel video) è tutto bello, tutto bene: siamo tutti più felici, meno stressati, i problemi sembrano scomparsi e via con altre beatitudini del genere.

Questi discorsi sono ricorrenti in simili circoli. Ma qui ci potrebbe essere qualcosa di più allertante. Al minuto 4.28 del video, il signore cinese intervistato afferma: “Con il tai chi [sic] è tutto naturale: non c’è bisogno di prodotti medicinali. Con dei movimenti fisici si riescono a scacciare le malattie”. Di chi fa asserzioni del genere, se ne occupa Striscia la notizia?

Elasticità articolare

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baihe

L’elasticità articolare è una caratteristica importante per la pratica delle arti marziali; tanto che in una scuola tradizionale cinese, il maestro non insegna altre tecniche, se prima l’allievo non riesce a scagliare in alto la gamba tesa perfettamente verticale (perpendicolare a terra).
Quindi tale abilità è necessaria, ma non sufficiente per le arti marziali cinesi, poiché anche un ballerino o un ginnasta, per esempio, l’hanno acquisita.
Tuttavia sarebbe già un progresso per la diffusione corretta di queste discipline, se venisse richiesta ai suoi aspiranti istruttori: dovrebbe possederla un allievo, a maggior ragione un insegnante (salvo problemi fisici correlati).