Crimine globale

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Ieri il Papa ha fatto di nuovo le scuse alle vittime di pedofilia nella Chiesa cattolica.

A quando le scuse dei capi buddisti, induisti ecc.?

Pahalagama Somaratana Thero, monaco buddista dello Sri Lanka domiciliato in Inghilterra, fu accusato nel 2011 dello stupro di una bambina inferiore ai dieci anni e di una ragazza inferiore ai sedici, più altri otto abusi sessuali a bambine sotto i quattordici anni

I monaci-soldato tibetani (ldob ldob ལྡོབ་ལྡོབ་ ) erano tra i più frequenti e temuti pedofili del clero lamaista

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Yoga moderno?

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Pare che nella stragrande maggioranza dei casi, in Occidente lo yoga si limiti a una forma di ginnastica. Certi assertori della tradizione dichiarano invece che originariamente, in India, per yoga s’intendeva una pratica mistica. È davvero così?

Abbiamo tradotto dall’inglese il controverso articolo Historian disputes modern-day yoga’s Hindu identity claims, comparso il 28 febbraio 2011 sul sito https://in.news.yahoo.com/historian-disputes-modern-day-yoga-s-hindu-identity-claims.html:

«Storico contesta le pretese di identità indù dello yoga di oggi

Lo yoga, com’è praticato oggi, è un misto di varie tecniche, comprese alcune occidentali, ha detto uno storico.

Meera Nanda, professore associato di storia della scienza all’Indian Institute of Science Education and Research, a Mohali, dice che per la maggior parte degli indiani lo yoga è un simbolo vivente del loro modo di vivere, come la torta di mele lo è per gli americani. Tuttavia, aggiunge, non sono consapevoli che lo yoga di oggi non può affermare un’antichità vedica.

Meera Nanda

In un articolo sulla rivista Open [http://www.openthemagazine.com/article/international/the-ludicrousness-of-taking-back-yoga] ella scrive: “Di recente gli indù in America hanno cominciato a sventolare la bandiera zafferano [la bandiera ufficiale dell’induismo, ndr] sullo stile americano di yoga, che consiste ampiamente in asana yogiche e allungamenti. La principale lobby indo-americana, la Hindu American Foundation (HAF), di recente ha dato avvio a una campagna orale per ricordare agli americani che lo yoga fu creato in India da indù… La posizione indù purista, articolata dalla HAF, è che tutto lo yoga, compresa la sua componente fisica, cioè l’hatha yoga, ha radici nella religione/modo di vivere che risale ai saggi e agli yogi vedici”.

Narendranath Dutta, alias Swami Vivekananda (1863-1902)

Secondo le parole di Nanda: “C’è un unico problema in questa storia purista dello yoga: è falsa. Per cominciare, le asana yogiche non furono mai ‘vediche’. Lungi dall’essere considerate il gioiello della corona dell’induismo, le asana yogiche di fatto erano snobbati dagli intellettuali e riformatori indù – compreso il grande Swami Vivekananda – in quanto adatte solo agli stregoni, fachiri e jogi“.

Ella dice che nelle scuole di yoga Iyengar e Ashtanga vinyasa famose in tutto il mondo compaiono ginnastica e tecniche di body-building occidentali.

Da sinistra, Bellur Krishnamachar Sundararaja Iyengar (1918-) e Krishna Pattabhi Jois (1915-2009), inventore rispettivamente dello Iyengar yoga e dell’Ashtanga vinyasa yoga

“Lungi dal riconoscere onestamente i contributi occidentali allo yoga moderno, noi indiani semplicemente marchiamo tutto lo yoga come ‘vedico’, una dichiarazione compiaciuta che non ha alcuna integrità intellettuale”, scrive.

Ella mette in discussione il movimento ‘Take Back Yoga’ e dice: “Per il Nord America lo yoga è quello che McDonald’s è per l’India: entrambi sono impianti stranieri diventati nativi”.

Nanda dice: “In linea di massima, l’industria statunitense dello yoga non nasconde le origini di ciò che insegna. Al contrario, in un Paese che è così giovane e così continuamente in fieri, la presunta antichità dello yoga (‘il sistema di esercizi vecchio di cinquemila anni’ eccetera) e i suoi collegamenti con la spiritualità orientale sono diventati parte dei discorsi per vendere”.

Seguendo articoli e messaggi di blog che appaiono su The New York Times e su The Washington Post, Shukla della HAF e il guru New Age Deepak Chopra hanno avuto un diverbio. Shukla si è lamentato che l’industria dello yoga non assegnava il credito all’induismo, e ha definito Chopra un “profittatore filosofico”, mentre Chopra ha argomentato che lo yoga esisteva nella “coscienza e solo nella coscienza” molto prima dell’induismo.

Nanda descrive entrambe le idee come “ugualmente fondamentaliste”. Spiega: “La realtà è che lo yoga posturale, come lo conosciamo nel XXI secolo, non è né eterno né sinonimo di Veda o di Yoga sutra. Al contrario, lo yoga moderno nacque alla fine del XIX, inizio del XX secolo. È un figlio del Rinascimento indù e del nazionalismo indiano, in cui idee occidentali su scienza, eugenetica evolutiva, salute e forma fisica svolsero un ruolo cruciale come ‘tradizione moderna’”.

A suo giudizio, “gli aspetti fisici dello yoga furono ibridati con esercizi, ginnastica e tecniche di body-building mutuati da Svezia, Danimarca, Inghilterra, Stati Uniti e altri Paesi occidentali”.

Rachel Donovan nella “posizione om” allo USA Yoga National Championship del 2014

Nanda scrive: “Contrariamente all’impressione diffusa, l’ampia maggioranza delle asana insegnate dai moderni guru di yoga non è descritta da nessuna parte in antichi testi sacri indù. Chiunque cerca riferimenti per tecniche yoga popolari come pranayam, neti, kapalbhati o suryanamaskar nella letteratura vedica classica sarà penosamente deluso…. I quattro Veda non contengono alcuna menzione dello yoga…. Le Upanishad e la Bhagvad Gita sì, ma principalmente come una tecnica spirituale per purificare l’atman“.

Nanda dice che Light on Yoga di BKS Iyengar insegna da solo duecento asana, mentre l’Hatha Yoga Pradipika del XIV secolo elenca solo quindici asana, come fanno il Gheranda Samhita e lo Shiva Samhita del XVII secolo.

Ella attribuisce inoltre al palazzo di Mysore sotto a Krishnaraja Wodiyar IV (1884-1940) il revival popolare dello yoga in India. Ricorda: “Il maharaja, che regnò sullo Stato e sulla città di Mysore dal 1902 alla sua morte, era famoso come grande promotore della cultura e della religione indiane. Ma fu anche un grande innovatore culturale, che accoglieva le innovazioni positive dall’Occidente, incorporandole nei suoi programmi locali. Promuovere l’educazione fisica era una delle sue passioni, e sotto il suo regno, Mysore divenne il centro di un revival della cultura fisica nel Paese”.

Krishnaraja Wodeyar IV (1902-1940) in un ritratto conservato nel suo palazzo a Mysore (si pronuncia “Maisor”)

Ella conclude: “Le stridule pretese della HAF ‘che gli occidentali rubano lo yoga glissano completamente sull’enorme quantità di incroci e ibridazione che ha dato vita allo yoga come lo conosciamo. In realtà lo yoga contemporaneo è un esempio unico di una vera e propria innovazione globale, in cui pratiche orientali e occidentali si sono fuse per produrre qualcosa che è stimato e apprezzato in tutto il mondo… L’induismo, che sia antico, medioevale o moderno, non ha alcuna rivendicazione particolare sullo yoga posturale del XXI secolo. Dichiarare il contrario è grossolano e semplicemente falso“.».

Brodo “indo-cinese”?

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Probabilmente questo bergamasco è un caso più unico che raro: contemporaneamente “monaco Shaolin” e Hare Krishna (come dimostra il codino sulla calotta cranica altrimenti rasata).

Ciò nonostante, ha trovato la strada di un successo nel suo campo che gli permette di campare, grazie all’associazione con iniziative turistiche promosse dal governo cinese.

Il protagonista quando ancora non si vestiva da “monaco Shaolin”, ma era già Hare Krishna