Brodo “indo-cinese”?

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Probabilmente questo bergamasco è un caso più unico che raro: contemporaneamente “monaco Shaolin” e Hare Krishna (come dimostra il codino sulla calotta cranica altrimenti rasata).

Ciò nonostante, ha trovato la strada di un successo nel suo campo che gli permette di campare, grazie all’associazione con iniziative turistiche promosse dal governo cinese.

Il protagonista quando ancora non si vestiva da “monaco Shaolin”, ma era già Hare Krishna

 

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Il tempio frou frou

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Il China Daily del 17 ottobre 2011 conteneva un articolo dal titolo “Il Tempio Shaolin confuta voci sull”abate CEO’”, dove c’è scritto: Il tempio dichiara che il ricavo dei biglietti d’entrata ammonta fra i cento milioni di yuan (15,4 milioni di dollari americani) e i duecento milioni di yuan, e il settanta per cento del ricavo appartiene al governo locale”.

Al riguardo, abbiamo tradotto dall’inglese l’articolo Shaolin Temple and its Commercial Face, il cui originale si trova all’indirizzo http://www.chinawhisper.com/shaolin-temple-and-its-commercial-face/:

«Il Tempio Shaolin e la sua faccia commerciale

Per gli amanti del kung fu in tutto il mondo, il tempio Shaolin è un luogo sacro per il kung fu. Ma mentre la fama dello Shaolin kung fu continua a crescere, l’antico tempio stesso è sempre più preso di mira. In seguito all’esposizione di alto profilo di una serie di attività commerciali intraprese dal tempio, la gente comincia a mettere in discussione i pretesti delle azioni dei monaci.

Tradizionalmente, le idee che le persone hanno dei templi buddisti sono edifici dalle tegole grige nascosti sulle montagne. Le porte del tempio sono sempre chiuse, escludendo il rumore e la furia del mondo sterno. Dentro alle alte mura rosse, le vite dei monaci sono fatte di intonazione dei sutra e meditazione, oltre allo svolgimento dei compiti quotidiani.

Due decenni fa la vita era così al tempio Shaolin [ci risulta invece che nel 1991 il monastero era già un luogo turistico e commerciale; non lo era nel 1928, però quell’anno fu distrutto, ndr]. Ma ora ha preso una piega molto diversa. Le immagini sotto mostrano il suo percorso commerciale.

Nel 1989 i monaci Shaolin formarono un gruppo marziale, per la prima volta fecero una dimostrazione di arti marziali nella provincia di Hainan. Da allora, il gruppo marziale monastico ha fatto migliaia di dimostrazioni in patria e all’estero e ha trovato una strada di “economia delle arti marziali”. L’immagine mostra l’aeroporto della capitale Pechino il 18 dicembre 1997, il gruppo di monaci Shaolin era in partenza per la Malesia per uno spettacolo di carità.

3 giugno 2004, il tempio Shaolin aprì il primo Centro di Cultura del Shaolin Wushu. a Vienna, in Austria. Al 2010, il Tempio Shaolin ha fondato dozzine di centri simili negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Germania, Australia, Italia e altri Paesi. Più di trenta monaci del wushu vivono all’estero per insegnare arti marziali Shaolin. L’immagine mostra il 3 giugno 2004, dei monaci stavano facendo una dimostrazione all’aperto a Vienna.

Massa di turisti a Shaolin

Marzo 2004, più di trenta discepoli Shaolin visitarono gli Stati Uniti per la prima volta. Per una settimana si tennero in California attività di scambio culturale. La California fece del 21 marzo di ogni anno il suo Giorno del Tempio Shaolin del Songshan. L’immagine mostra un monaco che dimostra la sua tecnica dell’inguine di ferro all’ex portavoce dell’Assemblea Herb Wesson

Putin con Shi Yong Xin

23 marzo 2006, il Presidente russo Vladimir Putin ha visitato il Tempio Shaolin come sua ultima fermata in Cina. Putin divenne il primo leader straniero in carica. In più, anche il Presidente di Singapore, SR Nathan, e l’ex Segretario di Stato americano Henry Kissinger visitarono il Tempio Shaolin. L’immagine mostra Putin che guarda monaci Shaolin praticare qigong.

Nel 1998 il Tempio Shaolin istituì la “Shaolin Industrial Development Co., Ltd.”. Il suo business principale è Torta Shaolin, Tè zen Shaolin. Il tempio registrò anche quasi cento marchi di fabbrica domestici. 2007, aprì un ospedale di nome “Farmacia Shaolin”. Poi la “Farmacia Shaolin” appose marchi di fabbrica applicati a spaghetti istantanei, caffè e altre merci con questo logo, ma il Consiglio di Stato per l’analisi e l’aggiudicazione dei marchi di fabbrica pensò che fosse “facile che i clienti intendessero erroneamente una funzione medicinale”, per cui la l’applicazione del marchio di fabbrica fu respinta.

Nel 2006 il Tempio Shaolin intraprese una serie di attività su larga scala. In luglio fu programmato che le bellezze del concorso Miss Tourism International visitassero il Tempio Shaolin. La televisione dell’Henan lanciò un incontro di benedizione per 999 nuove coppie nel Tempio Shaolin. A partire da quest’anno, sembra che il Tempio Shaolin sia diventato una programma culturale della provincia dell’Henan.

Le partecipanti a Miss Tourism Queen International 2009 al Tempio Shaolin il 23 agosto

Il Tempio Shaolin invitava ogni anno celebrità a partecipare alle attività di “Discussione Shaolin sullo zen”. Nel 2006 il prete cattolico canadese Bob Brown diventò il primo cattolico a partecipare a queste attività. L’immagine mostra il 3 settembre 2006, Bob Brown stava pasteggiando nella sua [del tempio, ndr] sala da pranzo vegetariana.

Ai piedi del monte Songshan le scuole di arti marziali col nome di Shaolin sono dovunque. Fino al 2009 la città di Dengfeng aveva oltre sessanta scuole di arti marziali, con più di cinquantamila allievi, a creare un introito diretto di cinque miliardi di yuan alla città di Dengfeng. L’immagine mostra il 6 luglio 2005, la stella delle arti marziali Shi Xiaolong partecipò alla cerimonia di apertura del campo estivo di kung-fu.

Marzo 2006. Il tempio Shaolin e una stazione televisiva satellitare della Cina meridionale organizzarono insieme una gara globale di stelle cinesi del kung fu. Imitando la competizione di canto amatoriale di un reality televisivo estremamente popolare intitolato Ragazza Super, gli sfidanti del kung fu si affidavano ai voti tramite SMS per restare in gara. Ai vincitori della competizione venivano offerti ruoli in un film futuro sul tempio Shaolin finanziato dagli stessi organizzatori dietro allo spettacolo televisivo.

Nel 2007, per promuovere il suo programma turistico “cultura zen”, il tempio produsse uno spettacolo musicale all’aperto intitolato “Cerimonia di musica zen Shaolin”. Il programma entrò in atto ufficialmente nel 2007, fino ad ora lo spettacolo è stato messo in scena mille volte, attraendo oltre un milione di turisti. L’immagine mostra il 23 maggio 2007, dieci monaci accesero la luce [?; anche in italiano che chi dice “aprire la luce” o “chiudere la luce”, invece di “accendere” e “spegnere”, ndr] per questa cerimonia.

22 ottobre 2009, il film “Il nuovo tempio Shaolin” ebbe inizio [?] nel Tempio Shaolin di Dengfeng, nella provincia dell’Henan. I monaci cercarono di fermare i giornalisti.

14 agosto 2006. La municipalità di Dengfeng, dove si trova il Tempio Shaolin, in agosto premiò l’abate con uno spettacolare berlina di lusso per i suoi contributi all’industria turistica locale. Ora l’abate lo guida ovunque, tre quarti delle persone esaminate in Internet pensano sia inappropriato.

Quest’anno più di sei milioni di turisti hanno visitato il sito nell’Henan, per visitare le sue sale di preghiera e vedere i monaci del tempio fare il loro spettacolo di kungfu. Il Tempio Shaolin fa anche uno spettacolo teatrale che ha fatto tappa a Londra e New York.

Il tempio Shaolin oggi è più simile a un business. Raramente ci s’imbatte in un monaco che salmodia sutra buddisti. Dovunque i monaci digitano SMS sui loro telefonini. I compiti quotidiani del tempio, come spazzare il pavimento, sono tutti svolti da lavoratori a ore. Guardie di sicurezza, non monaci, proteggono le entrate al tempio. Nel tempio si può trovare uno speciale ufficio liaison office, un ufficio per gli affari del tempio e un dipartimento delle finanze. È proprio come entrare in un edificio di uffici CBD di Pechino.

Queste mosse contenziose mettono il tempio, e l’abate in particolare, al centro di critiche. Coloro meno scocciati dalla baraonda dubitano che tali mosse turberanno la tranquillità dell’antico tempio. Ma gli estremisti ritengono il tempio Shaolin una “macchina per far soldi” e l’abate un “CEO” del tempio che puzza di soldi.

L’abate, che da tempo viene definito il CEO del tempio, non cerca di rifuggire da queste accuse.

“Dopo tutto la commercializzazione potrebbe non essere una cosa cattiva. Senza soldi non ci sarebbe la circolazione di prodotti. Sarebbe come tornare alla società primitiva”.

Il 6 luglio 2004 il presidente cinese Jiang Ze Min 江泽民 verga una calligrafia durante la sua visita al Tempio Shaolin. Di fianco a lui, l’abate Shi Yong Xin

Lui ha le sue ragioni per diventare commerciale.

Forse al tempio Shaolin serve un po’ di attività commerciale per mantenersi e aumentare la sua influenza culturale. Ma le preoccupazioni del pubblico non sono prive di fondamento. Dopo tutto, Shaolin è un tempio da 1.500 anni [non consecutivi, ndr] e ha delle buone ragioni per voler restare in circolazione per altri 1.500 anni.»

Tante persone, a torto o a ragione, fanno la stessa faccia dell’attore inglese Rowan Atkinson in questa foto, non appena vedono comparire qualcuno vestito da monaco Shaolin

 

 

Preparatore preparato?

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C’è qualcosa di sbagliato in questa foto?

Partiamo dalle scritte: se chin-na dovrebbe trascrivere i caratteri cinesi 擒拿, non è la traslitterazione giusta. La parola qin na 擒拿 (o ch’in na nella traslitterazione Wade-Giles) significa “afferrare e tenere”, e indica le tecniche di presa, controllo, leve articolari e simili delle arti marziali cinesi. Quindi scrivere “Combat chin-na”, a parte l’esotismo di usare un parola inglese con una cinese su un manifesto italiano, risulta una ridondanza pleonastica: non esistono le Embroidery (“ricamo”) qin na.

“Cintura nera 4° dan”: a parte la “C” maiuscola dopo la virgola, dan è una parola giapponese che significa “livello” e come tale viene usata nelle arti marziali giapponesi. Allora cosa ci fa riferita al “Kung Fu”, che è cinese? Inoltre, nella foto quest’ultima parola è scritta “Kung fu” a destra al centro e “Kung-fu” in basso a sinistra.

Ora l’uomo con la maglietta rossa: la mano sinistra in quel momento è al giusto grado di rotazione? Le sue dita hanno la posizione e la tensione giuste? Il braccio destro non è troppo steso? Il gomito è all’angolo giusto? Il suo contatto e quello della spalla con il corpo dell’avversario sono giusti? Le due spalle non sono erroneamente alzate? Il braccio dietro non è troppo inerte e in una posizione non efficace? Esso contribuisce a manipolare il corpo dell’avversario, a proteggere il proprio corpo o all’efficacia dell’azione del braccio davanti e di tutto il resto del corpo? Le anche vengono sfruttate nel modo giusto? La gamba davanti è nella posizione ideale per agire sull’avversario? Il ginocchio e il piede dietro sono posizionati in modo efficace all’azione? Insomma, ogni parte del corpo è coordinata e posizionata con una sinergia funzionale all’azione?

Se le risposte andassero a sfavore dell’uomo con la maglietta rossa, non sembrerebbe strana l’asserzione “preparatore di atleti professionisti” espressa nella foto? Comunque non è specificato atleti di quale sport; magari sono ciclisti.

La stessa persona della foto iniziale (ci siamo permessi di oscurare il viso della bambina per una scelta etica)

 

Tecnica dell’aikido 合氣道 giapponese: kokyuho 呼吸法

Morote dori kokyu ho 諸手取り呼吸法 (omote )

Morote dori kokyu ho 諸手取り呼吸法 (ura )

Nel tai ji quan 太极拳 cinese: Ye ma fen zong 野馬分鬃

 

Panacea cinese?

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A sentire i protagonisti di questo filmato, nel tai ji quan 太极拳 (benché l’insegnante e la sua intervistatrice siano entrambi di origine cinese, è sbagliata la traslitterazione “tai chi” che appare nel video) è tutto bello, tutto bene: siamo tutti più felici, meno stressati, i problemi sembrano scomparsi e via con altre beatitudini del genere.

Questi discorsi sono ricorrenti in simili circoli. Ma qui ci potrebbe essere qualcosa di più allertante. Al minuto 4.28 del video, il signore cinese intervistato afferma: “Con il tai chi [sic] è tutto naturale: non c’è bisogno di prodotti medicinali. Con dei movimenti fisici si riescono a scacciare le malattie”. Di chi fa asserzioni del genere, se ne occupa Striscia la notizia?

Kung fu e follia

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Nel “cattivo” giornalismo si usa prendere una notizia scritta da qualcuno e ripeterla senza verificarne il contenuto.

Sicché Davide Frigatti, che il 17 giugno 2014 ha accoltellato tre persone, viene definito in molti articoli di cronaca “campione di kung fu” (vedi per esempio il sito http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Davide-Frigatti-il-presunto-aggressore-campione-di-Kung-Fu-e-attirato-dai-folli-b6fd0657-d91c-4c2f-8486-976bdb60fa87.html). Cosa significa questo titolo?

Innanzi tutto, nelle arti marziali cinesi tradizionali, quelle che qui vengono definite “kung fu”, non esistono gare.

Comunque, nel sito facebook di Davide compare la foto di una coppa su cui è scritto: “Memorial M° CHANG DSU YAO – TUI FA”.

Effettivamente, risulta che quella scuola di arti marziali cinesi organizzava e organizza gare, a cui tuttavia partecipano solo gli iscritti a essa. Le due parole “TUI FA” probabilmente significano “tecniche di gamba”, cioè di calci. Ora, se quella coppa l’ha vinta effettivamente Frigatti, ha gareggiato primeggiando su quante persone? E di quale abilità? Cioè: quante persone avranno mai partecipato alla gara di calci di un memorial organizzato in provincia di Milano da una delle tante associazioni italiane di arti marziali cinesi? Dieci, venti? Soprattutto, la competizione di tui fa 腿法 vinta non prevedeva un combattimento fra due avversari, bensì movimenti a solo, una specie di danza.

Comunque si pone una questione etica: magari ci saranno anche giocatori di golf o di scacchi che compiono massacri efferati con un coltello, ma probabilmente un folle omicida esperto di arti marziali è più pericoloso.

Potrebbe tuttavia non essere il caso di Frigatti,

se la sua scuola non desse molte possibilità di imparare a combattere veramente, malgrado il nome inflazionato “arti marziali”.

Il coltello usato da Frigatti nella sua violenza parossistica

Una sciabola cinese cinese “a coda di bue” (niu wei dao 牛尾刀) datata al XIX o XIX secolo

“Sono un uomo libero!”, gridava Frigatti dopo la sua mattanza. Che enorme illusione: era prigioniero della sua maniacalità, della sua paranoia, cioè della sua follia. Ora lo è anche delle patrie galere.

Gli occhi di Davide Frigatti